Il Patria in una vecchia immagine a colori (foto Navigazione Laghi).
Il fumaiolo basso a strisce rosse è stato mantenuto dal 1951 al 1983.

Il Plinio, sopravvissuto fino al 2010. Costruito nel 1902 dalla ditta Escher Wiss di Zurigo, era il battello più veloce della flotta ed era soprannominato il nastro azzurro del Lario. La sua memoria è legata alle generazioni di lavoratori che salpavano all'alba dall'alto lago diretti in città. Aveva ospitato a bordo l'attore Tyrone Power e il suo salone era arredato in stile bella époque. Clamorosamente dismesso nel 1964, venduto all'asta e privato dell'apparato motore, il Plinio era stato rimorchiato nel porto di Colico come ristorante galleggiante. In seguito, abbandonato e nuovamente in vendita, venne ormeggiato nel laghetto di Mezzola. Nel settembre del 2008 si prospettò l'ipotesi della demolizione, prontamente osteggiata dai gruppi di appassionati (lo stesso demolitore, contro il suo stesso interesse, si rifiutò di distruggerlo) mentre nel 2009 il Ministero dei Beni Culturali riconobbe il natante come un bene da tutelare. Il 9 dicembre 2010, però, il Plinio è affondato nel lago di Mezzola, causa il vergognoso degrado e il menefreghismo dei politici lariani.

Una rarissima immagine che riprende il salone del Plinio (foto Jonathan Colombelli). Era arredato con specchi e legni pregiati. Oggi, tutto questo si trova sul fondo del lago. È il Titanic del Lario.

Il favoloso salone del Patria, prima che la Navigazione Laghi lo lasciasse deliberatamente marcire negli anni '90. Era arredato in stile Liberty originale, aveva il soffitto in madreperla e i divani in pelle rossa scura.

Un bel modellino del Plinio esposto in un negozio di Como.

Le gondole, antiche imbarcazioni mercantili, erano dipinte in colori vivaci e artisticamente lavorate. Avevano un ponte adatto per l'imbarco di mandrie di bovini, ricoperto da un telone sostenuto da sette cerchi. I remi venivano usati solo in casi eccezionali, essendo il vento la principale forza motrice della barca. Oggi ne resta solamente una, ormeggiata nel molo di Loppia vicino a Bellagio:
la Rosina, anno 1925.

Il Milano, varato nel 1904 come battello a vapore, poi trasformato in moderna motonave a elica e tutt'ora navigante. Il fumaiolo è stato mantenuto a scopo puramente decorativo. Nel 1912 ebbe l'occasione di imbarcare a Villa Carlotta la granduchessa Teodora di Weimar. Nella foto a sinistra,
una bella immagine del Milano accanto ad una gondola.

Il Milano (a destra) e il Patria illuminati a festa.

Il piccolo salottino del Milano, arredato in un sobrio stile Liberty.

A bordo del Milano. Il ponte di poppa scoperto, col tendone, è l'ideale per le crociere estive
a contatto col lago. È molto simile al Patria.

L'aliscafo Freccia delle Valli (1980) è stato il primo grande aliscafo del Lario. Rimesso a nuovo più volte, è ancora in forma smagliante e non ha alcuna intenzione di andare in pensione.
Eccolo sfrecciare davanti a Villa Troubetzkoy.