Il Patria, piroscafo gemello del Concordia, varato il 31 luglio 1926 col nome di Savoia. Nel '27 ospitò a bordo Vittorio Emanuele III, giunto a Como per il primo centenario della morte di Volta. Nel '43, a seguito dei noti avvenimenti bellici, il direttore della navigazione lo ribattezzò col nome di Patria, preferendolo a 25 luglio e Libertà. Tragico fu il bombardamento da parte di aerei inglesi, il 10 gennaio 1945, che causò un incendio e 6 morti tra i passeggeri. Come per il Concordia, i restauri del 1951 videro l'abbandono del combustibile a carbone pur mantenendo la motrice a vapore. Dopo 64 anni di navigazione, questo glorioso piroscafo è stato improvvisamente dismesso nel 1990 malgrado il perfetto funzionamento della sala macchine. Per salvarlo dalla trasformazione a motore diesel sono state raccolte 20.000 firme pervenute da ogni parte del mondo. Acquistato dalla Provincia di Como, attualmente si trova in cantiere dove sono in corso imponenti opere di restauro storico. Si spera che possa
rientrare in sevizio nel 2012.

Il Patria ha mantenuto le caratteristiche estetiche originarie, ossia il cosiddetto mezzo-salone che lascia scoperto il ponte di poppa. Questa prerogativa lo rende il battello
più pregiato dei laghi europei.

QUANDO IL PATRIA VENNE RADIATO, LA GESTIONE GOVERNATIVA FECE CREDERE ALL'OPINIONE PUBBLICA CHE IL BATTELLO FOSSE GRAVEMENTE DANNEGGIATO, OSTEGGIANDO OGNI SERIA POSSIBILITA DI RECUPERO E PREFERENDO DEDICARSI ALL'ACQUISTO DEI CATAMARANI. INOLTRE, LE CALDAIE E I PREZIOSI ARREDAMENTI ORIGINALI DEL SALONE VENNERO SMONTATI E LASCIATI DELIBERATAMENTE DEPERIRE ALL'APERTO, SECONDO UNA SCELTA DI PURO INTERESSE ECONOMICO INCURANTE DI UN VALORE STORICO E AFFETTIVO INSOSTITUIBILE.

Il Patria in una vecchia immagine a colori (foto Navigazione Laghi).
Il fumaiolo basso a strisce rosse è stato mantenuto dal 1951 al 1983.

Il Plinio, terzo grande vecchio sopravvissuto sul Lago di Como. Costruito nel 1902 dalla ditta Escher Wiss di Zurigo, il Plinio era il battello più veloce della flotta ed era soprannominato il nastro azzurro del Lario. La sua memoria è legata alle generazioni di lavoratori che salpavano all'alba dall'alto lago diretti in città. Aveva ospitato a bordo l'attore Tyrone Power e il suo favoloso salone era arredato in stile bella époque, tutto in velluto rosso. Clamorosamente dismesso nel 1964, venduto all'asta come rottame e privato dell'apparato motore, il Plinio era stato rimorchiato nel porto di Colico come ristorante galleggiante.
In seguito, abbandonato e nuovamente in vendita, venne ormeggiato nel laghetto di Mezzola. Nel settembre del 2008 si prospettò l'ipotesi della demolizione, prontamente osteggiata dai gruppi di appassionati, mentre nel 2009 il Ministero dei Beni culturali riconobbe il natante come un bene culturale di pregio.
Il 9 dicembre 2010 il Plinio è affondato nel lago di Mezzola, causa il vergognoso degrado e il totale menefreghismo dei politici lariani. Vergogna!

Le gondole, antiche imbarcazioni mercantili, erano dipinte in colori vivaci e artisticamente lavorate. Avevano un ponte adatto per l'imbarco di mandrie di bovini, ricoperto da un telone sostenuto da sette cerchi. I remi venivano usati solo in casi eccezionali, essendo il vento la principale forza motrice della barca. Oggi ne restano solamente due, ormeggiate nel molo di Loppia vicino a Bellagio: la Giulia e la Rosina, del 1925.

Il Milano, varato nel 1904 come battello a vapore, poi trasformato in moderna motonave a elica e tutt'ora navigante. Il fumaiolo è stato mantenuto a scopo puramente decorativo. Nel 1912 ebbe l'occasione di imbarcare a Villa Carlotta la granduchessa Teodora di Weimar. Nella foto a sinistra, una bella immagine del Milano accanto ad una gondola.