UN APPELLO AI TURISTI DI TUTTO IL MONDO:
La cementificazione del territorio è dovuta alla scarsa mentalità ambientalista che affligge l’Italia. Le grandi rendite economiche spingono le amministrazioni a svendere i terreni per incassare gli oneri di urbanizzazione, di cui troppo spesso gli speculatori privati sono gli unici beneficiari. A giustificare questa triste realtà, però, è la richiesta di case di vacanza da parte degli stranieri. Anche i turisti dovrebbero capire che la bellezza del territorio è data dal verde, non dalla “vista lago” che si gode dalle case. Il controsenso di questa situazione è facilmente intuibile. Volete che il Lago di Como diventi una periferia urbana? Volete venire a vedere una distesa informe di muri? Noi non lo vogliamo. Noi sappiamo quanto sia bella la campagna inglese e desideriamo che anche il lago resti il più possibile “verde”. Il turismo internazionale è parte stessa della nostra storia. Tuttavia, abbiamo bisogno del vostro aiuto per sensibilizzare chi - vivendo nella verde Inghilterra o negli spazi sconfinati della America e della Russia - non comprende le problematiche del mondo lacustre, il cui fascino è dato dall’equilibrio esistente tra la bellezza della natura e la tipologia architettonica dei piccoli borghi. Cessare la richiesta di nuove case significa togliere ogni giustificazione agli speculatori italiani. Denunciare lo scempio che sta avvenendo è un atto d’amore nei confronti del paesaggio che voi stessi ammirate.
Il principale giornale di Como ("La Provincia") è molto sensibile a quest’argomento. Se volete scrivere una lettera, indirizzatela a:
lettere@laprovincia.it

Prima era così...

...adesso è così.

1) La terribile devastazione di Santa Marta (Carate-Urio), che ha ferito un territorio ancora del tutto vergine. Ecco il mio articolo pubblicato su La Provincia di Como il 31 marzo 2012:
A Carate-Urio si sta costruendo un complesso chiamato "Dolce vita". Lo scorso 11 gennaio, La Provincia scriveva testualmente che il sindaco di Carate è sicuro che il nuovo complesso servirà a rendere piacevole la vista del lago. Ho letto bene, il paesaggio viene reso piacevole dalle speculazioni. Questa è una presa in giro in piena regola, anche per il nome "Dolce vita". Dolce vita per chi? Non certo per la gente comune in cerca di una poesia che quel luogo non saprà più trasmettere. Si tratta dei verdi prati che circondano Cavadino e l'antica chiesa di Santa Marta, un contesto rurale dove io stesso amavo passeggiare e dove le residenze di lusso sono fuori luogo anche dal punto di vista culturale. Fino a due anni fa c'era un mulo che pascolava sul prato mentre adesso c'è un terreno disastrato. Gli abitanti non si ribellano? Non mi interessa sapere se le nuove case avranno un aspetto gradevole, sono case spuntate senza veri motivi, con tanto di impianti, fondamenta, muri e cancelli. Qualcuno si deve solo vergognare, tutti i signori che stanno svendendo e divorando il territorio lacustre pezzo per pezzo.

Prima era così...

...adesso è così.

SCHIFOSI!

2) La cementificazione selvaggia è iniziata nei primi anni duemila. A Como, a causa dell’incapacità della Giunta comunale in carica dal 2004 al 2012, il capoluogo ha passato un periodo di vergognoso degrado. La situazione è poi lentamente migliorata ma le ferite sono ancora aperte. L’inutile cantiere delle paratie anti-esondazione ha servito interessi che non sono quelli della città e testimonia la peggiore amministrazione che Como abbia mai avuto. Il famoso “muro” che limitava la vista del paesaggio è stato abbattuto grazie alle proteste di mezzo mondo ma era solo la punta dell’iceberg di un'impresa mal progettata e ancor peggio eseguita. Si tratta di una serie infinita di errori di valutazione e un enorme spreco di denaro pubblico. Si pensa che questo cantiere colossale sarà terminato entro il 2017, purtroppo dopo l'Expo di Milano.

3) Il terzo posto della galleria degli orrori spetta all'enorme edificio bianco del Borgovico (Como). La Giunta comunale, il committente e gli ingegneri laureati sono riusciti a distruggere il paesaggio alle spalle della passeggiata di Villa Olmo. Le ville neoclassiche in riva al lago sono state letteralmente "schiacciate" dalla mole del condominio.
Nella foto in basso, le frecce mostrano come il nuovo palazzo abbia le stesse dimensioni della villa storica.

4) Vista dall'isola Comacina, la Zoca de l'oli sembra un'impresa edilizia. Le prime due foto mostrano i graziosi uliveti della riva, già minacciati dal progetto di recupero dell'albergo Miralago, che inizialmente prevedeva volumetrie decuplicate rispetto all'originale. Ma i comuni di Sala e di Ossuccio hanno concesso nuovi cantieri che stridono orribilmente con la bellezza di questa parte di lago, già massicciamente edificata e dichiarata "patrimonio dell'umanità" dall'UNESCO.
Nella foto sotto - intorno al nuovo muraglione verde - appare chiaro che la densità di urbanizzazione ha raggiunto il massimo livello sostenibile. Costruire ulteriormente a Ossuccio significa distruggere completamente la poesia del Lario, un atto criminale che non smentisce la cultura di una nazione che detiene il primato europeo della cementificazione.

 

5) Queste foto evidenziano bene i gravi danni subiti dalla Zoca de l'oli, che doveva la sua bellezza alle coltivazioni di ulivi e agli alberi da frutto che si estendevano fino alla riva. Oggi, per passeggiare nel verde, occorre salire in montagna!
Nella foto al centro, sulla destra, si nota il famoso campanile di Ossuccio assediato dalle case. Nella foto in basso, altre nuove costruzioni sovrastano la strada statale Regina, sempre più congestionata dal traffico veicolare.

 

6) La parte alta di Argegno e di Colonno è stata completamente devastata dalle gru: se ne contano circa una decina. Quando le gru sono state smontate, hanno lasciato questi scheletri color viola che fanno bella mostra di sè ad Argegno (foto in basso). Chi sono gli architetti?...

7) Colonno, rustico borgo di pescatori, ha dovuto adeguarsi al segno dei tempi. La strada statale Regina, che si stringe formando un pericoloso imbuto, non è altro che una colonna continua di auto e camion. Le solite ruspe hanno costruito un nuovo autosilo che campeggia proprio nel punto più panoramico del paese, lungo l'antica strada pedonale (foto a destra).

8) Ancora peggiore è la situazione in atto nella parte alta di Colonno, dove comincia il sentiero per l'alpe. Un complesso disordinato di edifici giustificato dall'abbandono delle antiche coltivazioni. Come se un'area incolta non fosse comunque verde! I nuovi fabbricati (sempre che non restino vuoti) comportano tra l'altro maggiori consumi e afflusso di traffico stradale. In Val d'Intelvi è accaduto perfino che il sindaco di Lanzo sospendesse l'erogazione di acqua al comune limitrofo di Ramponio, che si apprestava a rilasciare nuove concessioni edilizie: l'acquedotto non aveva la capacità di soddisfare ulteriori esigenze.
Nella foto in basso,
i "mostri di Colonno" hanno separato il sottostante borgo storico dalla sua montagna.

9) La Greenway del lago è stata realizzata per passeggiare nel verde da Colonno a Lenno, ma lungo il percorso sono spuntati come funghi i soliti cantieri edilizi. A Sala, nel 2010 sono stati distrutti perfino 30 metri dell'antica via dei Romani per permettere il passaggio delle ruspe, impegnate nella realizzazione di un complesso con indice di edificabilità di un metro cubo per metro quadrato (indice bandito nei nuovi piani regolatori). In cambio, il Comune ha ricevuto monetizzazioni per 26.000 euro e sette posti macchina.
(La Provincia di Como, articolo del 2 ottobre 2010).

 

10) Le ferite di Sala Comacina. A forza di costruire, ormai tutti i paesi della Zoca de l'oli si stanno unendo senza soluzione di continuità, mentre prima ogni borgo era caratterizzato dalla propria forma e dalla propria posizione. Come sarà tra cent'anni?

11) Ecco un'immagine emblematica: il mostro rosso e nero costruito tra Dervio e Corenno Plinio, vero ecomostro del Lago di Como. Un posto alla galleria degli orrori è ampiamente meritato. Complimenti. (La foto qui sotto mostra lo stesso paesaggio prima dello scempio).

12) Anche Brienno non ha voluto rinunciare al suo mostro: si tratta del residence per turisti russi, dotato di un silo a tre piani, un centro benessere e una minifunicolare. La costruzione, bloccata per alcune irregolarità volumetriche, è ferma da anni in queste ammirevoli condizioni.

13) Nesso. Nella foto a sinistra è visibile il sottotetto che ha sfregiato il profilo del paese (i lavori sono fermi da anni a seguito di un'inchiesta).
A destra, gli stupidi colori delle nuove case: arancio e giallo fosforescente! Questa sfacciata stupidità è il simbolo del disamore e dell'ignoranza nei confronti dell'ambiente lariano.

14) L'autosilo di Carate-Urio,
costruito vicino a Santa Marta
e visibilissimo dal lago.

15) Nuove costruzioni a Laglio. Lo stesso George Clooney è intervenuto per fermare
lo stravolgimento della riva del paese, che prevedeva la realizzazione di enormi autosili a più piani con ascensori e centinaia di posti barca. Il progetto ha fatto nascere un Comitato di cittadini chiamato Comitato Rive di Laglio,
a cui Clooney ha posto la sua firma. Il mega-progetto (per un paese di soli 900 abitanti) è stato fortunatamente accantonato. Si notano alcuni muraglioni grigi e un condominio color senape, visibile al centro poco sopra la riva, del tutto alieno dal contesto architettonico circostante.

16) La riva da Laglio a Brienno punteggiata di gru. Quella blu serve a costruire la nuova villa di un magnate russo. Quella gialla serve a erigere il solito residence al posto di un vecchio cantiere nautico che testimoniava la tradizione operaia lariana. In fondo, un altro insediamento all'imboccatura della galleria di Brienno.

17) Un nuovo ecomostro caratterizza l'inizio del sentiero per S.Benedetto, sul Sacro Monte di Ossuccio. Se ne sentiva davvero la mancanza.

18) Gravedona. Dietro Palazzo Gallio
sono spuntati questi scheletri che fanno onore
a chi li ha progettati (e magari sono pure laureati).

19) Como. Il nuovo palazzo di viale Geno, color bianco ghiaccio, del tutto estraneo al contesto architettonico circostante.

20) Il cancro delle costruzioni non risparmia l'estremo limite del lago, a Colico, nell'oasi naturale del Pian di Spagna. Ecco un magnifico e rumorosissimo cantiere lungo l'Adda.

21) Alto lago, Sorico. Una lingua
di cemento lungo le sponde della Mera.

22) Lo sventramento del bosco di Nanch,
voluto dal comune di Menaggio negli anni '90
e portato avanti allo scopo di triplicare senza motivo il numero degli abitani. La lottizzazione ha previsto circa 34.000 metri cubi di cemento per ricavare cento villette, che naturalmente non saranno destinate alle giovani coppie menaggine ma al turismo di élite per pochi mesi all'anno (sempre che le case non restino sfitte). Questa foto ritrae solo una piccola parte del cantiere.

23) Bellano, i soprastanti borghi
sono devastati dalle nuove costruzioni.

24) Visto da lontano, questo complesso
sorto dal nulla sembra un paese. Si trova a Varenna, vicino al borgo medievale di Vezio.

25) La cattiva qualità di questa foto
è proporzionale all'orrore in questione: l'ecomostro di Acquaseria, già finito alla ribalta delle cronache nazionali per il fallimento della ditta costruttrice e il relativo stop ai lavori.
Una montagna di palazzi degni della periferia milanese, che ora ingombra la riva del Lario.

26) Moltrasio è uno dei paesi più virtuosi,
ma nessuno ha mai parlato della distruzione
del parco di Villa Hocevar (che ospitò Vincenzo Bellini) per fare spazio a queste bellissime cubature!

27) Il vecchio piroscafo Plinio, abbandonato sul laghetto di Mezzola, attendeva da anni di essere restaurato come museo galleggiante (era il più antico battello a vapore d'Italia).
E' affondato il 9 dicembre 2010 in preda all'incuria, nella vergognosa indifferenza
degli amministratori.
Questa suggestiva immagine è stata scattata esattamente cinque giorni prima dell'affondamento (foto di Marco Ferrario).


BASTA COL CANCRO DEL CEMENTO. BASTA CON LA SVENDITA CRIMINALE DEL NOSTRO TERRITORIO A VANTAGGIO DEGLI SPECULATORI. SIAMO STUFI MARCI!
Il lago di Como non è circondato, come quello di Ginevra, da grandi appezzamenti di terreno cintati e coltivati secondo i migliori sistemi, ciò che richiama alla mente il denaro e la speculazione. Qui vedo dovunque colline ineguali, coperte di gruppi d'alberi fatti crescere dal caso e che la mano dell'uomo non ha ancora guastato. Fra queste colline dalle forme mirabili, che scendono nel lago con bizzarri pendii, posso illudermi di trovarmi nei luoghi descritti dal Tasso e dall'Ariosto. Tutto qui è nobile e pieno di grazia, tutto parla d'amore, nulla ricorda le brutture della civiltà.
"A Milano e sui laghi lombardi", Stendhal, 1817.
Non solo lago...

28) Como-sud: il monte Goj
ferito da quattro cantieri.

29) Como-sud, Grandate: gli insediamenti "mangia-verde" intorno al centro commerciale Iper. Il fatto è grave perchè si tratta delle ultime zone verdi pianeggianti rimaste intorno alla città. Visto che lo spazio non aumenta in proporzione al costruito, si è ormai giunti al punto di saturazione.

30) Grandate sta subendo una cementificazione selvaggia grazie ad una nota impresa edilizia. Questo prato prima era così...

...adesso è così. Largo all'ennesimo centro commerciale-direzionale!

31) Grandate è anche interessata dai lavori della nuova superstrada Pedemontana. Nel giro di un anno, dal 2010 al 2011, i prati preesistenti sono totalmente scomparsi. La ricca Lombardia costruisce i grattacieli di Milano ma ritiene troppo onerosa la soluzione di interrare le strade in galleria. Ciò che resta della martoriata Brianza sta per essere divorato pezzo per pezzo.

32) Como-sud, Fino mornasco: nuovi centri commerciali e nuovi capannoni a poche centinaia di metri da altri centri commerciali e altri capannoni.

33) Como-est, Garzola: quasi la metà delle case qui fotografate sono sorte negli ultimi anni oscurando il panorama lungo la strada
per Brunate.