 |
1) Il primo posto nella galleria degli orrori spetta al parco di Villa Roccabruna (Blevio), dove è stato perpetrato lo scempio più vergognoso. Il comune ha concesso alla società immobiliare H.R.C. un insediamento residenziale extra-lusso, riempiendo il parco con decine di migliaia di metri cubi di cemento. Le nuove strutture saranno costruite in stile finto-storico, una specie di Disneyland per vip in una zona di altissimo valore culturale. La villa ricorda infatti i soggiorni della cantante lirica Giuditta Pasta e del musicista Vincenzo Bellini. Il primo architetto incaricato di valutare l'impatto ambientale aveva respinto l'approvazione, l'altro si era astenuto da qualsiasi giudizio. L'amministrazione comunale del sindaco Vago - decisa a proseguire nel suo nobile intento - ha così nominato un'altra coppia di esperti che con voto favorevole hanno decretato
il definitivo nulla osta ai lavori. |
|
 |
2) Non contenta di aver autorizzato la cementificazione del parco di Villa Roccabruna e la tentata svendita della spiaggetta del Belvedere (vedi il Comitato Salviamo le rive di Blevio), la pessima Giunta di Blevio ha permesso la costruzione di questo grande autosilo, noto come "Alcatraz", privo di qualsiasi accorgimento architettonico atto a limitarne l'impatto.
Ma che bravi architetti! |
|
 |
3) Sempre a Blevio, le orribili villette a schiera hanno letteralmente schiacciato
Villa Cademartori. Chi afferma che le critiche devono essere espresse a lavori compiuti,
osservi attentamente questa foto. |
|
 |
4) Vista dall'isola Comacina, la zoca de l'oli sembra un'impresa edilizia. Le prime due foto mostrano i graziosi uliveti della riva, già minacciati dal progetto di recupero dell'albergo Miralago, che inizialmente prevedeva volumetrie decuplicate rispetto all'originale. Ma i comuni di Sala e di Ossuccio hanno concesso nuovi cantieri che stridono orribilmente con la bellezza di questa parte di lago, già massicciamente edificata e dichiarata "patrimonio dell'umanità" dall'UNESCO.
Nella foto sotto - intorno al nuovo muraglione verde - appare chiaro che la densità di urbanizzazione ha raggiunto il massimo livello sostenibile. Costruire ulteriormente a Ossuccio significa distruggere completamente la poesia del Lario, un atto criminale che non smentisce la cultura di una nazione che detiene il primato europeo della cementificazione. |
|
|
 |
5) Questa foto evidenzia bene i gravi danni subiti dalla Zoca de l'oli, da Colonno a Lenno, che doveva la sua bellezza alle coltivazioni di ulivi. Oggi, per passeggiare nel verde occorre salire in montagna! Ingrandire la foto per credere. |
|
 |
6) E mentre si costruiscono i nuovi residence,
il lungolago di fronte all'isola è lasciato in stato
di completo abbandono. |
|
 |
7) Questo è un esempio di come le brutture della nostra epoca stridano miseramente in seno a un ambiente ricco di poesia e suggestione.
Il piccolo sagrato della chiesa di S.Giacomo,
a Ossuccio, è diventato un posteggio
con tanto di
cartello arrugginito che lo indica. |
|
 |
8) La Banca Popolare di Sondrio si è appena installata nella chiesa di S.Maria Maddalena, proprio sotto il celebre campanile di Ossuccio. Non c'è bisogno di ulteriore commento. |
|
 |
9) Dopo trent'anni di "immobilismo", la parte alta di Argegno e di Colonno è stata completamente devastata dalle gru: se ne contano circa una decina. Inutile ricordare che se il territorio è rimasto miracolosamente preservato a confronto di altre località, lo si deve a questo biasimato immobilismo col quale troppo spesso si criticano
i comaschi. |
|
 |
10) Colonno, rustico borgo di pescatori, ha dovuto adeguasi al segno dei tempi. La strada statale Regina, che si stringe formando un imbuto, non è altro che una colonna continua di auto e camion. Le solite ruspe sono al lavoro per costruire un nuovo autosilo, che campeggerà proprio nel punto più panoramico del paese, lungo l'antica strada pedonale (foto a destra).
Se non altro, però, questo autosilo servirà a togliere le macchine dal lungolago. |
|
 |
11) Ancora peggiore è la situazione in atto nella parte alta di Colonno, dove comincia il sentiero per l'alpe. Un complesso disordinato di edifici giustificato dall'abbandono delle antiche coltivazioni. Come se un'area incolta non fosse comunque verde! I nuovi fabbricati (sempre che non restino vuoti) comportano tra l'altro maggiori consumi e afflusso di traffico stradale. In Val d'Intelvi è accaduto perfino che il sindaco di Lanzo sospendesse l'erogazione di acqua al comune limitrofo di Ramponio, che si apprestava a rilasciare nuove concessioni edilizie: l'acquedotto non aveva la capacità di soddisfare ulteriori esigenze. |
|
 |
12) Ecco un'immagine emblematica: il mostro rosso e nero costruito tra Dervio e Corenno Plinio, vero ecomostro del Lago di Como. Un posto alla galleria degli orrori è ampiamente meritato. Complimenti. (La foto qui sotto mostra lo stesso paesaggio prima dello scempio).
 |
|
 |
13) Anche Brienno non ha voluto rinunciare al suo mostro: si tratta del residence per turisti russi, dotato di un silo a tre piani, un centro benessere e una minifunicolare. La costruzione, bloccata per alcune irregolarità volumetriche, è ferma da mesi in queste ammirevoli condizioni. |
|
 |
14) Nesso. Le due case color arancio e giallo fosforescente! Questa sfacciata stupidità è il simbolo del disamore e dell'ignoranza nei confronti dell'ambiente lariano. Da notare anche le sottostanti villette tutte uguali,
tipico esempio di speculazione edilizia. |
|
|
15) L'autosilo di Carate-Urio,
costruito vicino alla chiesa di S.Marta
e visibilissimo dal lago. |
|
 |
16) Nuove costruzioni a Laglio. Lo stesso George Clooney è intervenuto per fermare
lo stravolgimento della riva del paese, che prevedeva la realizzazione di enormi autosili a più piani con ascensori e centinaia di posti barca. Il progetto ha fatto nascere un Comitato di cittadini chiamato Salviamo le rive di Laglio,
a cui Clooney ha posto la sua firma. Il mega-progetto (per un paese di soli 900 abitanti) è stato fortunatamente accantonato. Nella foto sotto si notano alcuni muraglioni grigi e un condominio color senape, visibile al centro poco sopra la riva, del tutto alieno dal contesto architettonico circostante. |
|
 |
17) Alcune enormi gru incorniciano Careno,
il paese più tipico del basso lago. Uno spettacolo simile non ricordo di averlo mai visto. |
|
 |
18) Un nuovo ecomostro caratterizza l'inizio del sentiero per S.Benedetto, sul Sacro Monte di Ossuccio. Se ne sentiva davvero la mancanza. |
|
 |
19) Gravedona. Dietro Palazzo Gallio
sono spuntati questi scheletri che fanno onore
a chi li ha progettati (e magari sono pure laureati)... |
|
 |
20) Nei dintorni di Bellagio sta forse sorgendo un nuovo paese? L'aspetto è quello di una massa informe di villette. |
|
 |
21) Villa Olmo e la sua passeggiata schiacciate dalle nuove costruzioni. Strutture di pubblica utilità per la città? No, i soliti alveari che intasano il Borgovico.
Non c'è nemmeno più spazio per realizzare la "Borgovico bis", la strada che smaltirebbe il traffico automobilistico del quartiere. |
|
 |
22) Gru scatenate sopra Villa Gallia. |
|
 |
23) Il recente insediamento arancione con spettacolare vista su Como. Da notare la differenza di stile con la sottostante villa Geno. |
|
 |
24) Rovenna: i nuovi muraglioni grigi e i condomini che stonano con l'antico abitato. |
|
 |
25) Il cancro delle costruzioni non risparmia l'estremo limite del lago, a Colico, nell'oasi naturale del Pian di Spagna. Ecco un magnifico e rumorosissimo cantiere lungo l'Adda. |
|
 |
26) Alto lago, Sorico. Una lingua
di cemento
lungo le sponde della Mera. |
|
 |
27) Lo sventramento del bosco di Nanch,
voluto dal comune di Menaggio negli anni '90
e portato avanti allo scopo di triplicare senza motivo il numero degli abitani. La lottizzazione ha previsto circa 34.000 metri cubi di cemento per ricavare cento villette, che naturalmente non saranno destinate alle giovani coppie menaggine ma al turismo di élite per pochi mesi all'anno (sempre che le case non restino sfitte). Questa foto ritrae solo una piccola parte del cantiere. |
|
 |
28) Bellano, i soprastanti borghi
sono devastati dalle nuove costruzioni. |
|
 |
29) Visto da lontano, questo complesso
sorto dal nulla sembra un paese. Si trova a Varenna, vicino al borgo medievale di Vezio. |
|
 |
30) La cattiva qualità di questa foto
è proporzionale all'orrore in questione: l'ecomostro di Acquaseria, già finito alla ribalta delle cronache nazionali per il fallimento della ditta costruttrice e il relativo stop ai lavori.
Una montagna di palazzi degni della periferia milanese, che ora ingombra la riva del Lario. |
|
 |
31) Moltrasio è uno dei paesi più virtuosi,
ma nessuno ha mai parlato della distruzione
del parco di Villa Hocevar (che ospitò Vincenzo Bellini) al posto di queste bellissime cubature! |
|
 |
32) Villa Hocevar è stata recentemente restaurata ma sembra...un garage. E' un tipico esempio di come i monumenti storici
possano essere asserviti
alla necessità delle automobili. |