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1) La cementificazione selvaggia è iniziata nei primi anni duemila, da quando cioé gran parte della provincia è finita nelle mani dell'alleanza PDL-Lega. Quest'alleanza prometteva il legame col territorio e la salvaguardia della cosiddetta "terra dei padri". A Como, a causa dell’incapacità della Giunta Bruni in carica dal 2004 al 2012, il capoluogo è in preda al massimo degrado. L’inutile cantiere delle paratie anti-esondazione ha servito interessi che non sono quelli della città e testimonia la peggiore amministrazione che Como abbia mai avuto. Il famoso “muro” che limitava la vista del paesaggio è stato abbattuto grazie alle proteste di mezzo mondo ma era solo la punta dell’iceberg di un'impresa mal progettata e ancor peggio eseguita. Si tratta di una serie infinita di errori di valutazione e un enorme spreco di denaro pubblico. Per esempio, la massicciata della nuova riva è stata realizzata in FINTA PIETRA, un materiale plastico che rende onore alla storia millenaria del capoluogo. In questa foto, oltre alla plastica della "Playmobil", è anche visibile una nuova pensilina della Navigazione in perfetto stile "autobus", che rievoca benissimo le romantiche memorie dei battelli lariani. |
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2) Il secondo posto della galleria degli orrori spetta all'enorme edificio bianco del Borgovico (Como). La Giunta comunale, il committente e gli ingegneri laureati sono riusciti a distruggere il paesaggio alle spalle della passeggiata di Villa Olmo. Le ville neoclassiche in riva al lago sono state letteralmente "schiacciate" dalla mole del condominio.
Nella foto in basso, le frecce mostrano come il nuovo palazzo abbia le stesse dimensioni della villa storica. |
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3) Sempre a Como, questo è il degrado di gran parte dell'arredo urbano. Il cemento lo mettono dove non c'è bisogno mentre il resto è abbandonato a se stesso. La città non viene considerata come un valore in quanto tale ma come un contenitore per soddisfare interessi esterni, soprattutto privati, politici ed economici. Questo micidiale capovolgimento di vedute ha provocato i disastri che sono sotto gli occhi di tutti (non è compito di questo sito elencarli uno per uno). Quando i cittadini hanno denunciato le scelte sbagliate dell'amministrazione, alcuni esponenti della Giunta hanno parlato di "mal di pancia della gente" e hanno risposto:
"Pensino ai muri di casa loro".
Nessuno ha mai chiesto scusa a nessuno. |
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4) Il quarto posto spetta al parco di Villa Roccabruna (Blevio), dove è stato perpetrato uno degli scempi più vergognosi. La Giunta Vago ha concesso alla società immobiliare H.R.C. un insediamento residenziale extra-lusso, riempiendo il parco con decine di migliaia di metri cubi di cemento. Le nuove strutture sono state costruite in stile finto-storico, una specie di Disneyland per vip in una zona di altissimo valore culturale. La villa ricorda infatti i soggiorni della cantante lirica Giuditta Pasta e del musicista Vincenzo Bellini. Il primo architetto incaricato di valutare l'impatto ambientale aveva respinto l'approvazione, l'altro si era astenuto da qualsiasi giudizio. L'amministrazione comunale del sindaco Vago - decisa a proseguire nel suo nobile intento - ha così nominato un'altra coppia di esperti che con voto favorevole hanno decretato
il definitivo nulla osta ai lavori. |
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5) Nel 2008, non contenta di aver autorizzato la cementificazione del parco di Villa Roccabruna e la tentata svendita della spiaggetta del Belvedere (vedi il Comitato Salviamo le rive di Blevio), la pessima Giunta di Blevio del sindaco Vago ha approvato la costruzione di questo grande autosilo, noto come "Alcatraz", privo di qualsiasi accorgimento architettonico atto a limitarne l'impatto.
Ma che bravi architetti! |
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6) Sempre a Blevio, le orribili villette a schiera hanno letteralmente schiacciato
Villa Cademartori. Chi afferma che le critiche devono essere espresse a lavori compiuti,
osservi attentamente questa foto. |
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7) Vista dall'isola Comacina, la Zoca de l'oli sembra un'impresa edilizia. Le prime due foto mostrano i graziosi uliveti della riva, già minacciati dal progetto di recupero dell'albergo Miralago, che inizialmente prevedeva volumetrie decuplicate rispetto all'originale. Ma i comuni di Sala e di Ossuccio hanno concesso nuovi cantieri che stridono orribilmente con la bellezza di questa parte di lago, già massicciamente edificata e dichiarata "patrimonio dell'umanità" dall'UNESCO.
Nella foto sotto - intorno al nuovo muraglione verde - appare chiaro che la densità di urbanizzazione ha raggiunto il massimo livello sostenibile. Costruire ulteriormente a Ossuccio significa distruggere completamente la poesia del Lario, un atto criminale che non smentisce la cultura di una nazione che detiene il primato europeo della cementificazione. |
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8) Queste foto evidenziano bene i gravi danni subiti dalla Zoca de l'oli, che doveva la sua bellezza alle coltivazioni di ulivi e agli alberi da frutto che si estendevano fino alla riva. Oggi, per passeggiare nel verde, occorre salire in montagna!
Nella foto al centro, sulla destra, si nota il famoso campanile di Ossuccio assediato dalle case. Nella foto in basso, altre nuove costruzioni sovrastano la strada statale Regina, sempre più congestionata dal traffico veicolare. |
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9) E mentre si costruiscono i nuovi residence,
il lungolago di fronte all'isola è lasciato in stato
di completo abbandono. |
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10) Questo è un esempio di come le brutture della nostra epoca stridano miseramente in seno a un ambiente ricco di poesia e suggestione.
Il piccolo sagrato della chiesa di S.Giacomo,
a Ossuccio, è diventato un posteggio
con tanto di
cartello arrugginito che lo indica. |
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11) La Banca Popolare di Sondrio si è appena installata nella chiesa di S.Maria Maddalena, proprio sotto il celebre campanile di Ossuccio. Non c'è bisogno di ulteriore commento. |
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12) Dopo trent'anni di "immobilismo", la parte alta di Argegno e di Colonno è stata completamente devastata dalle gru: se ne contano circa una decina. Inutile ricordare che se il territorio è rimasto miracolosamente preservato a confronto di altre località, lo si deve a questo biasimato immobilismo col quale troppo spesso si criticano
i comaschi. Quando le gru sono state smontate, hanno lasciato questi scheletri color viola che fanno bella mostra di sè ad Argegno (foto in basso). Chi sono gli architetti?... |
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13) Colonno, rustico borgo di pescatori, ha dovuto adeguasi al segno dei tempi. La strada statale Regina, che si stringe formando un pericoloso imbuto, non è altro che una colonna continua di auto e camion. Le solite ruspe hanno costruito un nuovo autosilo che campeggia proprio nel punto più panoramico del paese, lungo l'antica strada pedonale (foto a destra).
Se non altro, però, questo autosilo servirà a togliere le macchine dal lungolago. |
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14) Ancora peggiore è la situazione in atto nella parte alta di Colonno, dove comincia il sentiero per l'alpe. Un complesso disordinato di edifici giustificato dall'abbandono delle antiche coltivazioni. Come se un'area incolta non fosse comunque verde! I nuovi fabbricati (sempre che non restino vuoti) comportano tra l'altro maggiori consumi e afflusso di traffico stradale. In Val d'Intelvi è accaduto perfino che il sindaco di Lanzo sospendesse l'erogazione di acqua al comune limitrofo di Ramponio, che si apprestava a rilasciare nuove concessioni edilizie: l'acquedotto non aveva la capacità di soddisfare ulteriori esigenze.
Nella foto in basso, i "mostri di Colonno" hanno separato il sottostante borgo storico dalla sua montagna. |
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15) La Greenway del lago è stata realizzata per passeggiare nel verde da Colonno a Lenno, ma lungo il percorso sono spuntati come funghi i soliti cantieri edilizi. A Sala, nel 2010 sono stati distrutti perfino 30 metri dell'antica via dei Romani per permettere il passaggio delle ruspe, impegnate nella realizzazione di un complesso con indice di edificabilità di un metro cubo per metro quadrato (indice bandito nei nuovi piani regolatori). In cambio, il Comune ha ricevuto monetizzazioni per 26.000 euro e sette posti macchina.
(La Provincia di Como, articolo del 2 ottobre 2010). |
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16) Le ferite di Sala Comacina. A forza di costruire, ormai tutti i paesi della Zoca de l'oli si stanno unendo senza soluzione di continuità, mentre prima ogni borgo era caratterizzato dalla propria forma e dalla propria posizione. Come sarà tra cent'anni? |
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17) Ecco un'immagine emblematica: il mostro rosso e nero costruito tra Dervio e Corenno Plinio, vero ecomostro del Lago di Como. Un posto alla galleria degli orrori è ampiamente meritato. Complimenti. (La foto qui sotto mostra lo stesso paesaggio prima dello scempio).
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18) Anche Brienno non ha voluto rinunciare al suo mostro: si tratta del residence per turisti russi, dotato di un silo a tre piani, un centro benessere e una minifunicolare. La costruzione, bloccata per alcune irregolarità volumetriche, è ferma da anni in queste ammirevoli condizioni. |
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19) Nesso. Nella foto a sinistra è visibile il sottotetto che ha sfregiato il profilo del paese (i lavori sono fermi da anni a seguito di un'inchiesta).
A destra, gli stupidi colori delle nuove case: arancio e giallo fosforescente! Questa sfacciata stupidità è il simbolo del disamore e dell'ignoranza nei confronti dell'ambiente lariano. |
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20) Carate-Urio. La vergognosa devastazione di Santa Marta (una delle chiese più antiche), fino a poco tempo fa circondata da prati e secolari muretti in pietra.
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Prima era così...
...adesso è così. |
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21) L'autosilo di Carate-Urio,
costruito vicino a Santa Marta
e visibilissimo dal lago. |
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22) Nuove costruzioni a Laglio. Lo stesso George Clooney è intervenuto per fermare
lo stravolgimento della riva del paese, che prevedeva la realizzazione di enormi autosili a più piani con ascensori e centinaia di posti barca. Il progetto ha fatto nascere un Comitato di cittadini chiamato Comitato Rive di Laglio,
a cui Clooney ha posto la sua firma. Il mega-progetto (per un paese di soli 900 abitanti) è stato fortunatamente accantonato. Si notano alcuni muraglioni grigi e un condominio color senape, visibile al centro poco sopra la riva, del tutto alieno dal contesto architettonico circostante. |
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23) La riva da Laglio a Brienno punteggiata di gru. Quella blu serve a costruire la nuova villa di un magnate russo, per la quale si è completamente demolita la tipica architettura preesistente. Quella gialla serve a erigere il solito residence al posto di un vecchio cantiere nautico che testimoniava la tradizione operaia lariana. In fondo, un altro insediamento all'imboccatura della galleria di Brienno. |
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24) Alcune enormi gru incorniciano Careno,
il paese più tipico del basso lago. Uno spettacolo simile non ricordo di averlo mai visto. |
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25) Un nuovo ecomostro caratterizza l'inizio del sentiero per S.Benedetto, sul Sacro Monte di Ossuccio. Se ne sentiva davvero la mancanza. |
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26) Gravedona. Dietro Palazzo Gallio
sono spuntati questi scheletri che fanno onore
a chi li ha progettati (e magari sono pure laureati). |
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27) Nei dintorni di Bellagio sta forse sorgendo un nuovo paese? L'aspetto è quello di una massa informe di villette. |
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28) Como. Il nuovo palazzo di viale Geno, color bianco ghiaccio, del tutto estraneo al contesto architettonico circostante. |
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29) Como. Gru "scatenate" sopra Villa Gallia. |
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30) L'insediamento color arancione con spettacolare vista su Como. Da notare la differenza di stile con la sottostante villa Geno. |
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31) Rovenna: i nuovi muraglioni grigi e i condomini che stonano con l'antico abitato. |
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32) Il cancro delle costruzioni non risparmia l'estremo limite del lago, a Colico, nell'oasi naturale del Pian di Spagna. Ecco un magnifico e rumorosissimo cantiere lungo l'Adda. |
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33) Alto lago, Sorico. Una lingua
di cemento
lungo le sponde della Mera. |
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34) La nuova passeggiata che unisce Pianello a Musso. I sindaci chiamano questo scempio “riqualificazione turistica” ma in realtà si chiama “cementificazione delle spiagge”, un cancro di cui va afflitta tutta l’Italia. In passato queste spiagge si allungavano per centinaia di metri e avevano il fascino selvaggio dell'alto lago. Adesso, se non fosse per il paesaggio, sembra di essere all'idroscalo di Milano. La natura rivierasca è stata totalmente manomessa per la "gioia" dei turisti. |
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35) Lo sventramento del bosco di Nanch,
voluto dal comune di Menaggio negli anni '90
e portato avanti allo scopo di triplicare senza motivo il numero degli abitani. La lottizzazione ha previsto circa 34.000 metri cubi di cemento per ricavare cento villette, che naturalmente non saranno destinate alle giovani coppie menaggine ma al turismo di élite per pochi mesi all'anno (sempre che le case non restino sfitte). Questa foto ritrae solo una piccola parte del cantiere. |
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36) Bellano, i soprastanti borghi
sono devastati dalle nuove costruzioni. |
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37) Visto da lontano, questo complesso
sorto dal nulla sembra un paese. Si trova a Varenna, vicino al borgo medievale di Vezio. |
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38) La cattiva qualità di questa foto
è proporzionale all'orrore in questione: l'ecomostro di Acquaseria, già finito alla ribalta delle cronache nazionali per il fallimento della ditta costruttrice e il relativo stop ai lavori.
Una montagna di palazzi degni della periferia milanese, che ora ingombra la riva del Lario. |
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39) Moltrasio è uno dei paesi più virtuosi,
ma nessuno ha mai parlato della distruzione
del parco di Villa Hocevar (che ospitò Vincenzo Bellini) per fare spazio a queste bellissime cubature! |
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40) Villa Hocevar è stata recentemente restaurata ma sembra...un garage. E' un tipico esempio di come i monumenti storici
possano essere asserviti
alla necessità delle automobili. |
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41) Il vecchio piroscafo Plinio, abbandonato sul laghetto di Mezzola, attendeva da anni di essere restaurato come museo galleggiante (era il più antico battello a vapore d'Italia).
E' affondato il 9 dicembre 2010 in preda all'incuria, nella vergognosa indifferenza
degli amministratori.
Questa suggestiva immagine è stata scattata esattamente cinque giorni prima dell'affondamento (foto di Marco Ferrario). |