La scenografica scalinata.

Il busto del Sommariva
e il gruppo di Venere e Marte
(Luigi Acquisti, 1805).

La sala dell'arazzo, col settecentesco arazzo di Var der Borght e le porcellane dei Meiningen.

Il celebre quadro di Hayez
L'ultimo bacio di
Romeo e Giulietta
(1823).

Villa Carlotta

Tremezzo

Meno prestigiosa di Villa d'Este e priva del fascino leggendario della Pliniana, Villa Carlotta resta comunque la più visitata tra le grandi ville lariane, consacrata al turismo di massa che la popola nei mesi di primavera. Il vastissimo parco ricco di piante esotiche, gli arredi originali dei saloni, i magnifici arazzi, le statue del Canova e un quadro dell'Hayez, ne fanno un autentico piccolo capolavoro. La raccolta dei tesori si deve all'avvocato Gian Battista Sommariva, appassionato d'arte e agronomo dilettante, che nel 1801 acquistò il palazzo e progettò il grande parco all'inglese. Dopo la sua morte la villa fu venduta per 780.000 lire alla regina di Prussia Marianna di Nassau, che a sua volta la donò alla figlia Carlotta in occasione delle sue nozze col granduca di Sassonia Meiningen. Carlotta morì nel 1855 a soli 23 anni ma i Meiningen mantennero la proprietà fino alla Prima guerra mondiale, adibendola a residenza di villeggiatura e sistemando il parco secondo il gusto tardoromantico dell'epoca. La grande C che campeggia sulla cancellata d'ingresso non è però riferita al nome di Carlotta bensì al primo proprietario della villa, il nobile milanese Giorgio Clerici, che costruì il complesso nel 1690. Oggi Villa Carlotta è di proprietà dello
Stato Italiano.

La fioritura delle azalee in primavera.

Belle époque: Villa Carlotta e il battello a vapore.

Glicine gigante.

Esemplare di Pino silvestre.

Calocedro Decurrens (USA).

Il bosco di rododendri.

La limonaia.

A destra, memorie letterarie: l'ombra dei grandi platani decantati da Stendhal.